Re-interpretazioni

Erano gli anni 90, periodo di fervore e di ricerca, ma anche di purificazione dagli eccessi dei ruggenti anni 80. Anche la moda faceva la sua parte: abolite le spalline e le linee over, si ritornava all’essenziale, al minimal a un concetto di chic che rifletteva l’austerity aleggiante nel mondo economico e politico.

Il total black la faceva da padrone e l’evening dress si destrutturava sempre di più, per rifunzionalizzarsi per il cocktail e per il day wear. Gli schemi dello stile erano cambiati e la classe era diventata elegante rigore. Il modello chiave della collezione Marina Rinaldi Elegante per la Primavera Estate del ’94 è la tuta in jersey nero, con decori assolutamente discreti, brevi accenni di stile in metallo chiaro dorato. Ritratta nel celebre scatto di Christian Moser, diventa il simbolo perfetto di un lusso non vistoso. Ed è subito best seller.

Oggi, i tempi non sono molto diversi. Si torna a ripensare al rigore alla luce dei nuovi accadimenti, si rievoca un glam senza troppi clamori, ma rivissuto con la patina del lusso che i primi anni del 2000 ci hanno lasciato. Anche questo cult della moda ritorna, interpretato in esclusiva dalla top Tatjana Patitz immortalata dall’obiettivo di Max Vadukul, in un momento in cui la tuta è nuovamente di grande tendenza.
L’eleganza è messa in luce da linee contemporanee e la grande vestibilità che l'ha resa celebre e così apprezzata nel '94 è una chiave costante del nuovo modello, adatto a tutti i tipi di fisico. Il jersey morbido si accompagna ai piccoli dettagli decorativi, per uno chic very understatement che è il simbolo dell’odierno lusso.


 

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