Masseria Cimino

Da antica residenza contadina a guest house di lusso. Costruita nel 1700 all’interno degli scavi archeologici di Egnatia, nell’alto  brindisino, la Masseria Cimino è ora uno dei 101 migliori hotel al mondo secondo Tatler.  Lo storico casolare agricolo della famiglia Melpignano, a Savelletri di Fasano, è stato completamente ristrutturato nel 2006 ma ha conservato un’estetica legata alla funzione originaria e ai materiali della zona. Ulivi secolari circondano la residenza costruita in tufo, la pietra bianca locale, a 300 metri dal mare.

Le mura, decorate sobriamente, sembrano sussurrare agli ospiti l’antica storia della masseria e l’orgoglio di una terra aspra ma capace di suscitare infinite emozioni. Gli ambienti comuni trasmettono un’eleganza discreta, curata in ogni minimo dettaglio dalla famiglia Melpignano - oggi rappresentata dal giovane Aldo e dalle sorelle Marisa e Annamaria - con la preziosa collaborazione dell’architetto Pino Brasca. Arnesi contadini, foglie di agave e grappoli di pomodorini risaltano sulle pareti candide e si trasformano in originali porta candele dallo stile rustico ma esclusivo.

La torre d’avvistamento, ancora nell’originale color rosso mattone, s’innalza maestosa sui locali che un tempo servivano alla vita rurale e ora sono adibiti a
suite e camere per gli ospiti. Le stanze disponibili sono 15 e si affacciano sul mare, sul sito archeologico e sul campo da golf a 18 buche, il San Domenico, realizzato nel 2001 attorno alla Masseria. Negli alloggi domina un design mediterraneo con letti in pietra o in ferro battuto, mattoni bianchi usati come paralumi e piccole candele dalla luce morbida e soffusa. La Suite del Massaro, la più ambita, situata proprio all’interno della torre, offre un balconcino privato e un piccolo salotto riscaldato da un caminetto nel periodo invernale.

Qui tutto è curato nei dettagli, dai tendaggi lavorati a mano fino alle ceramiche commissionate
a Grottaglie. E la stessa attenzione è riservata alla cucina, che miscela con sapienza i sapori tipici della regione. La colazione viene servita nella luminosa sala ristorante o all’aperto, sotto una tettoia. E offre un tripudio di specialità preparate in casa, dalla torta diricotta al dolce tiepido di crema e amarene, fino al pane cotto come una volta, su cui spalmare conserve biologiche di anguria, fichi d’india e albicocche. Al calar del sole, quando la luce tinge d’oro agavi e oleandri, ci si rilassa sui divanetti sgranocchiando taralli pugliesi al finocchio, al peperoncino o all’olio di oliva.

La cena, alla Masseria Cimino, è un buffet con piatti a base di verdure dell’orto, focaccia barese cotta a legna e piatti tipici pugliesi. Immancabili le orecchiette strascinate con pomodoro fresco o cime di rapa, la pasta al forno con polpette e besciamella, la tradizionale tiella con riso, patate e cozze. Per secondo, la tipica carne alla brace fasanese si alterna alla frittura di pescato, da innaffiare con bottiglie di Negramaro o un fresco rosato della zona
. E per chi vuole imparare i segreti della gastronomia pugliese, c’è anche la scuola di cucina: una piacevole alternativa per la metà della coppia che non gioca a golf. La guest house, infine, è all’insegna delle pratiche verdi. «Siamo attenti alla raccolta differenziata,   all’utilizzo intelligente delle materie prime e dell’energia. D’altronde, quello della masseria è un sistema antico che ha sempre cercato di limitare gli sprechi», sottolinea Annamaria Melpignano. A conferma che la sostenibilità non è una tendenza del momento ma una filosofia antica, che nasce dalle buone pratiche e si tramanda con la tradizione. Proprio come il sogno della Masseria Cimino.

 

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