Le Signore Camelie
Controcorrente nella loro capacità di fiorire quando le altre vanno a riposo, eleganti tutto l’anno nel loro cupo e lucente abito sempreverde, ma capricciose come signorine. Il vento freddo le fa rabbrividire, quello caldo le dissecca. La neve sulle foglie può macchiarle, come il sole diretto; la terra deve essere acida.
Sono le camelie, piante da fiore che evocano scenari letterari e atmosfere orientali.
La longevità e la resistenza all’inquinamento urbano le proiettano verso un futuro brillante quanto la storia nobile che hanno alle spalle iniziata 500 anni fa, nel giardino della Reggia di Caserta, dove vive dal 1760 la prima camelia coltivata in Italia.
Oggi le specie ascritte al genere Cameliasono salite a oltre 250, tutte spontanee in Giappone, Cina, Birmania, Indocina, Giava. Per quanto siano simili tra loro per forma delle foglie e dei fiori, e per la necessità di terreno acido, ombra e atmosfera umida, le camelie hanno sostanziali differenze tra loro. Circa 70 specie esibiscono foglie sempreverdi e proprio alcune di queste sono state scelte per i giardini, in primis per l’abito cuoioso e lucente. Camellia japonica, la prima giunta in Europa, fiorisce tra gennaio e aprile, raccogliendo il testimone di Camellia sasanqua, che schiude le prime corolle in ottobre e, nelle regioni meno fredde, prosegue sino a gennaio. Da qualche decennio si sono aggiunte specie in precedenza ritenute delicate quale Camellia reticulata (crescita più rapida, preferenza per il sole e fiori più grandi a petali ondulati cangianti) e C. chrysantha, scoperta da poco e ricercatissima dai collezionisti (nonostante il carattere difficilmente domabile) per i suoi fiori giallo oro luminoso.
Ci sono poi le specie che hanno un importante significato economico, alimentare e medicinale come la pianta del tè, ovvero Camellia sinesi, e come le camelie da olio che forniscono una quantità apprezzabile di semi dai quali per torchiatura si estrae un olio dalle innumerevoli proprietà: oltre che commestibile, medicinale e cosmetico, è ritenuto un insuperabile lubrificante di precisione persino nell’industria missilistica!
Testo: Mimma Pallavicini