Visions from the future
I nuovi musei di arte contemporanea realizzati a Roma e Metz ci regalano spazi futuristici che aprono nuove prospettive d’interazione con la città. A firmare i progetti due Archistar: Zaha Hadid per il MAXXI e Shigeru Ban per il Pompidou Metz.
Chi l’ha già visitato sostiene che un’esperienza unica: pavimenti che sono piani inclinati, rampe di scale che s’intrecciano come nastri, gallerie flessibili, vetrate che estendono l’edificio oltre i suoi limiti fisici e includono il quartiere all’interno dell’architettura. Si tratta del Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo a Roma, il MAXXI, progettato e costruito dall’architetto Zaha Hadid. Appena aperto al pubblico, ha già scatenato una raffica di articoli sulla stampa dell’intero pianeta: con la sua architettura avveniristica e un ricco programma di mostre promette di cambiare la carta geografica dei musei d’arte e architettura contemporanei.
Assieme al MAXXI ha di recente inaugurato anche un altro atteso museo: una nuova sede del Centre George Pompidou di Parigi. È il Pompidou Metz, progettato, in una forma morbida e intrigante, dall’architetto giapponese Shigeru Ban, noto per le sue architetture plastiche e all’avanguardia e per i materiali inediti. Già nella forma, il nuovo Pompidou ha l’ambizione di emulare lo spirito del museo parigino. Predisposto a trasformare pareti e gallerie, altezze e larghezze a seconda dei progetti espositivi, il nuovo museo invita il pubblico ad avvicinarsi attraverso forme, materiali e soluzioni architettoniche. La trasparenza quasi totale dell’edificio e le ampie e numerose aperture al piano terra sono pensate per fare confluire come in una piazza il pubblico dell’arte insieme a quello di flâneurs e curiosi.
È questo uno dei temi al centro della progettazione dei due musei: coinvolgere la città, a iniziare dall’urbanistica. A Roma, il MAXXI è un nuovo landmark che si aggiunge alle cupole e ai monumenti storici e, completamente trasparente al piano terra, invita il pubblico a entrare per visitare le mostre, per spulciare libri e riviste al bookshop, per sedersi alla caffetteria. Zaha Hadid ha infatti realizzato qui l’idea di spazio che teorizzava da anni: un luogo fluido e frammentato che permettesse a ogni singolo individuo di trovare la propria collocazione. Anche a Metz, il nuovo Pompidou è al centro di un imponente progetto di riqualificazione urbana della città: costruito nel nuovo quartiere de l’Amphithéâtre, il museo ha l’ambizione di contribuire a dare nuovo impulso alla zona. Il Pompidou Metz è un punto d’incontro e di riferimento per un vasto pubblico chiamato a entrare attraverso due magnifici giardini e la grande piazza che inquadra la facciata e declina verso l’ingresso. All’interno la sensazione è di ampiezza, luce e aria: il punto più alto raggiunge i 77 metri; la luce filtra da un soffitto realizzato in fibre di vetro.
Accogliente e invitante, il museo presenterà esposizioni temporanee e un programma multidisciplinare con spettacoli, cinema e conferenze: anche qui il pubblico potrà godere del ristorante con terrazza e giardini.
Testo: Bianca Kaufmann